Miriam-Rocca

Uno speciale rapporto di sangue mi lega all’autrice di cui parlo oggi, e questo ha fatto in modo che potessi leggere in anteprima la storia di Jean Paul, un quarantenne in piena crisi esistenziale sebbene se ne accorga solo a un certo punto.
Prima di rendersi conto che alla sua vita manca qualcosa Jean Paul vive in uno stato di dormiveglia in cui sempre più spesso alla realtà alterna il sogno di una spiaggia deserta. Per certi versi il richiamo a Camus è forte ma, diversamente da Meursault, il nostro Jean Paul è più cosciente e si domanda.
Ed è questo domandarsi che lo salverà da un vivere-tanto-per-vivere e lo porterà a trovare la risposta che sazierà la sua sete di ricerca di un senso.

Questa storia non ha la pretesa di offrire una risposta valida per tutti: è il racconto di un uomo che, a un certo punto della sua esistenza, trova una strada nella spiritualità. L’autrice racconta la sua visione della vita, e lo fa poeticamente e senza mai cadere nella retorica.

Talvolta discendo in fondo all’abisso che è in me per cercare la luce di un sogno.

A testimonianza del fatto che possono esistere reazioni diverse per rispondere alla sola costante di una rimessa in discussione che l’avere quarant’anni inevitabilmente trascina con sé.

“Verrà giorno all’improvviso” di Miriam Rocca
TALOS edizioni
135 pagine.
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