avere-40-anni

La cosa brutta dell’invecchiare o del crescere, a seconda della giornata e del modo in cui me la sto raccontando, è che non ha a che fare solo con me.

Tutto quello che mi riguarda avvizzisce e poi scompare, a volte restando per anni a sgretolarsi sotto i miei occhi rinfacciandomi la mia impotenza.

Conservo un mondo incantato nel mio cuore, un microcosmo sottovuoto come quelle sfere di vetro in cui cade la neve. Ha i colori forti e sfacciati dei tramonti più belli del mondo, il sapore della mandorla spremuta e del caffè, è gradevole come la doccia che ti leva il sale dalla pelle e profuma di pomodori stesi a seccarsi al vento dei balconi.
A volte ha il suono del signor Mottola che trascina il palo dell’ombrellone nel cortile, a volte ci sono le mie zie sul balcone a sgranare il rosario pomeridiano, a volte sento mio nonno quando mi parla in dialetto e le carezze di mia nonna sulle gambe e sempre, sempre, sento il mare.
Questo è il mondo incantato che non esiste più, se non nel mio cuore, sotto vetro. Protetto dal tempo. Non c’è più niente di vero in quel che mi ricordo, neanche il mare è più lo stesso.

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