A quarant’anni non siamo più fatti della stessa sostanza dei sogni.

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Te la possono intortare come vogliono, ma la verità è che a quarant’anni non siamo più fatti della stessa sostanza dei sogni.

Questo non vuol dire che non sogniamo più, ma che lo facciamo in modo diverso.

Dopo aver preso coscienza del fatto che le infinite possibilità di diventare chi volessi si sono assottigliate a ogni compleanno dai sette anni in poi, ho cominciato a vivere con molta più tranquillità di quanta ne avessi quando mi dicevano “il futuro ti appartiene”, “prendi una delle mille strade che hai davanti”, che poi sono diventate esortazioni meno rosee, tipo “oh, e guarda che anche ‘sto treno te lo sei perso!”, oppure “ancora non hai deciso?”.

Oggi posso serenamente confessare che non ho visto nessuna strada illuminata né alcun treno passarmi accanto.

Sono il frutto delle mie scelte, fatte senza pensare a nient’altro se non alla mia felicità e, anche se non ho accumulato nessuna fortuna né alcuna competenza specifica, non ho però neanche tracce di rimpianti. Ho sempre viaggiato leggera, e anche i miei sogni non hanno avuto altro che l’unico obiettivo di rendermi felice.
Tutto sommato niente di costruttivo.
Anche perché chi ci pensa a costruire quando stai dalla parte giusta del vento?

Arrivata a QUARANTA succede però che qualcosa di fisico ti schiaffeggia per avvisarti che c’è un cambiamento.

Io per esempio ho perso la vista delle cose vicine, sono diventata presbite come un neonato che ancora non ha padronanza della messa a fuoco. Solo che per me non è questione di padronanza ma di usura. L’ho consumata la mia messa a fuoco delle cose vicine, in compenso continuo a conservare una vista da falco per tutto quello che non è alla mia portata. Cosa utilissima se fossi un satellite.

Ma stavamo parlando dei sogni e del perché, per quel che mi riguarda, non sono più una parte fondamentale della mia vita.

  • I SOGNI SONO REALI OPPURE INUTILI
Sognare a occhi aperti è un hobby che ho smesso di praticare solo perché ho capito che mi distoglieva dalla realtà. Ecco, questa è una delle cose che sono cambiate con la maturità. Ho smesso di pensare in potenza e ho cominciato a pensare all’azione. Questo non vuol dire che abbia trovato il modo di realizzare tutto quello che mi passa per la testa, ma se non altro è una buona strategia per filtrare le cose fattibili da quelle che non hanno nessuna chance.
  • TAKE IT EASY
A quarant’anni la mia strada è più o meno presa, nel senso che so benissimo chi sono e cosa non potrò mai essere semplicemente perché mi mancano le doti. Questa franchezza mi consente di fare, comunque, tutto quello che voglio ma con la consapevolezza rilassata di chi sa che non sta lì il futuro. Ecco perché posso andare serenamente a un corso di cucina per imparare a fare le polpette più buone del mondo, con la tranquillità d’animo di chi sta lì solo per imparare a fare le polpette più buone del mondo, e che non ho nessuna possibilità di diventare una chef con il miglior ristorante a picco sul mare che esista. E questo per una mancanza totale di dedizione alla causa, di fondi da investire e di talento. Serenità, dunque, che mi ridimensiona l’IO, e mancanza totale di aspettative a lungo termine che mi fa godere del momento e imparare una cosa nuova da aggiungere alla mia vita.
  • LA SOSTANZA DEI SOGNI
La cosa che è cambiata è la sostanza del sogno: niente che non sia raggiungibile.
Prima gli affidavo una fuga, adesso non è più ripieno di attese. Non sto più aspettando un bel niente perché la mia vita ce l’ho sotto gli occhi. Sia ben chiaro che non ho smesso di credere che posso cambiarla quando voglio, con una sterzata brusca o con una lenta virata. Quello che ho smesso di fare è aspettare che il cambiamento venga da solo, senza metterci mano; ho smesso di chiamare “sogni” i sogni e ho cominciato a dar loro il nome di PIANI B.
 
Tutto sommato, vivo meglio.
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