Questo blog è dedicato a chiunque ha  quarant’anni, o li ha superati da un po’, e non si sente rappresentato da nessun cliché. Ma in questo spazio di riflessione, fra il serio e l’ironico, chiunque è il benvenuto.

Per gran parte della mia vita, ogni volta che dicevo la mia età la gente mi guardava sconvolta e mi diceva che non era possibile, che sembravo moooolto mooooolto più giovane. Poi ha continuato a farlo ma prima di prodigarsi in sinceri complimenti, ultimamente aggiunge un sobbalzo quando dico che ho superato i quaranta.

E che sarà, mica ho detto ottanta!

Così ho cominciato a riflettere su che tipo di traguardo avessi raggiunto e ho scoperto che secondo Google o ero depressa, o stavo per ricominciare una specie di adolescenza ma più saggia, oppure ero una MILF o una COUGAR a seconda se ero prole-munita o no e se fossi dalla parte della preda o del cacciatore.

Ho arricciato il naso e scavato nei meandri più bui del mio subconscio per verificare se non avessi, effettivamente, degli inconfessabili segreti ma niente, non c’era traccia di nessun cambiamento del genere. Dunque, secondo Google io non avevo realmente quarant’anni. Parliamoci chiaro, quella storia che l’età è una convenzione perché conta quella che ti senti, è una cazzata che ha prodotto solo casi clinici. L’età è importante eccome, e se non ne senti il peso è solo perché un peso specifico dell’età non esiste.

Io ho quarant’anni ma non mi sembra di essere depressa, mi sveglio sorridente la mattina con un sacco di cose per la testa, forse un po’ meno di qualche anno fa, per fortuna! Ho quarant’anni e respiro di sollievo al pensiero che l’adolescenza non tornerà mai più. Ho quarant’anni e il sesso è una digressione che merita più di qualche riga. Per ora mi accontento di dichiarare che essere sexy non è mai stato fra le mie priorità, per carattere e per scarsa dimestichezza nell’uso di quelle armi improprie che hanno in dotazione tutti gli esseri femminili.

Dunque non c’è nulla in cui possa ritrovare quelle altre cose che l’avere quarant’anni mi ha portato in regalo. Per esempio il fatto che mi trovo in una specie di limbo in cui non mi sembra di poter raccogliere i frutti perché non ho ancora finito di seminare; sono ancora fra chi mi dà del tu e chi mi dà del lei; è troppo presto per guardarmi indietro, ma non sto più in ansia a pensare a come sarà il mio futuro; sono sull’altalena di quelle giornate in cui quando mi specchio penso “ma chi cazzo è quella vecchia?” e quando esco raccolgo ancora gli apprezzamenti di qualche piacione.

Insomma, avere quarant’anni è un universo di emozioni contrastanti che possono “esse fero o esse piuma”, come dice Mario Brega, e io ho voglia di aggiungerle a quel marasma di cliché che propone Google perché lo so che, in fondo, c’è qualcosa in più da dire oltre al fatto che l’acido Jaluronico fa miracoli.

Questo blog ha un nome strano perché ho giocato con numeri e lettere fino ad arrivare al nodo cruciale: avere quarant’anni è un vero caos, un C40S appunto.
Buon divertimento.